TRENTO – Disegno di legge a favore dei minori

TRENTO – Un disegno di legge per la tutela dei minori. Non è mai facile parlare di minori. Soprattutto se a fare da cornice ci sono storie di abusi, di violenze e di allotanamenti.

Sul nostro giornale abbiamo inziato a trattare questo argomento. Le nostre attenzioni si sono concentrate in modo particolare su un disegno di legge di iniziativa consiliare avente dal titolo «Integrazione della legge provinciale sulle politiche sociali e della legge provinciale sulla tutela in materi di carte dei servizi a favore dei minori». A questo link il nostro articolo a firma di Martina Dei CasInfanzia rubata. Proposta di riforma per le norme sull’allontanamento dei minori dalla famiglia.

Il ddl di legge, (i primi firmatari sono Maurizio Fugatti e Claudio Civettini, Lega Nord, e Filippo Degasperi del Movimento 5 Stelle: Lega) è stato presentato alla Quarta Commissione permanente il 29 settembre 2014.

Esattamente di cosa si tratta?

Nel testo di presentazione del ddl si legge che «il disegno di legge ha lo scopo di garantire una sana crescita psicofisica del minore, nel suo interesse supremo, nel momento in cui viene accertata da parte dei servizi competenti la necessità di provvedere ad un suoallontanamento dal nucleo famigliare di origine».

Rifacendosi alla risoluzione delle Nazioni Unite del dicembre 2009 il ddl nasce per limitare e rogolamentare maggiormente l’allontanamento del minore dalla famiglia. Nelle situazioni estreme e accertate, la stessa risoluzione mette nero su bianco alcuni punti fondamentali come, per esempio:

  • la vicinanza del minore alla residenza abituale;

  • che l’allontanamento sia temporaneo;

  • l’assegnazione del minore ed un ambiente familiare rispetto all’istituto

Il ddl, inoltre, punta anche a mettere al centro la situazione famiglia. La famiglia non intesa solo come mamma e papà, ma la famiglia intesa come la rete parentale. Per i proponenti, quindi, si dovrebbe valorizzare la disponibilità a prendersi cura del minore da parte dei parenti.

Sul tema delle comunità per minori, il disegno di legge proposto fa leva sul fatto che le «comunità minorili siano luoghi adatti alla temporanea presenza dei bambini e dei ragazzi e che posseggano dei requisiti indispensabili come ad esempio la carta dei Servizi Sociali».

I servizi a carattere residenziale per i minori devono essere organizzati nella forma delle comunità minorili. Non protranno beneficiare dei finanziamenti provenienti dall’ente pubblico le realtà non in linea con quanto previsto dalla Carta dei Servizi. In poche parole, in mancanza di deteminati requisiti, l’ente non potrà ricevere finanziamenti pubblici. Questo sia per garantire il benessere del minore e sia per evitare l’allontanamento facile del minore dalla famiglia.

Ed è su questo punto, infine, che il ddl punta il dito. L’obiettivo è di limitare al massimo l’allontanamento del minore dalla famiglia. Come? Introducendo un’unità di consulenza multidisciplinare presso le A.S.L con il compito di supportare e di svolgere consulenza sanitaria alle figure professionali che lavorano con i minori. Un’unità che avrà il compito di affiancare l’assistente sociale nelle decisioni più importanti e nelle relazioni con le autorità giudiziarie.

Esattamente, su tale argomento, la proposta recita: «il regolamento prevede la costituzione di un’unità di consulenza multidisciplinare, che esercita funzioni di supporto e di consulenza a favore dei soggetti cui la legge provinciale attribusice funzioni connesse all’affidamento dei minori».

Andrea Casna

LINK: http://www.trentino-suedtirol.ilfatto24ore.it/index.php/societa-futura/749-trento-disegno-di-legge-a-favore-dei-minori

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Finalmente pubblico! Ecco il nostro ddl

CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
XV LEGISLATURA ANNO 2014
DISEGNO DI LEGGE 29 settembre 2014, n. 46

Integrazioni della legge provinciale sulle politiche sociali 2007 e della legge
provinciale sulla tutela della salute 2010 in materia di carte dei servizi e di servizi a
favore dei minori
D’iniziativa dei consiglieri Maurizio Fugatti, Claudio Civettini (Lega Nord Trentino) e Filippo Degasperi (MoVimento 5 stelle)
Presentato il 29 settembre 2014
Assegnato alla Quarta Commissione permanente

DISEGNO DI LEGGE 29 settembre 2014, n. 46
Integrazioni della legge provinciale sulle politiche sociali 2007 e della legge
provinciale sulla tutela della salute 2010 in materia di carte dei servizi e di servizi a
favore dei minori
Art. 1
Integrazione dell’articolo 3 della legge provinciale 27 luglio 2007, n. 13 (legge provinciale
sulle politiche sociali 2007)
1. Dopo il comma 1 dell’articolo 3 della legge provinciale sulle politiche sociali 2007 è
inserito il seguente:
“1 bis. Ogni comunità esercita le funzioni che le sono attribuite da questa legge sulla base di
una carta dei servizi sociali, pubblicata nel sito internet della comunità e nel Bollettino ufficiale
della Regione. La carta dei servizi sociali è approvata entro sei mesi dall’adozione di un atto
d’indirizzo da parte della Giunta provinciale, che delibera in materia entro trenta giorni dall’entrata
in vigore di questo comma. L’adozione e l’osservanza della carta dei servizi sociali sono oggetto di
valutazione ai sensi del capo IV.”
Art. 2
Integrazione dell’articolo 20 della legge provinciale sulle politiche sociali 2007
1. Alla fine del comma 2 dell’articolo 20 della legge provinciale sulle politiche sociali
2007 sono inserite le parole: “I servizi a carattere residenziale rivolti all’accoglienza di minori
devono essere organizzati nella forma delle comunità minorili, con le caratteristiche stabilite ai
sensi dell’articolo 34, comma 2 ter.”
Art. 3
Integrazioni dell’articolo 34 della legge provinciale sulle politiche sociali 2007
1. Alla fine della lettera b) del comma 2 dell’articolo 34 della legge provinciale sulle
politiche sociali 2007 sono inserite le parole: “. I servizi a carattere residenziale rivolti
all’accoglienza di minori sono organizzati nella forma delle comunità minorili, con le caratteristiche
stabilite dal comma 2 ter”.
2. Dopo il comma 2 bis dell’articolo 34 della legge provinciale sulle politiche sociali
2007 è inserito il seguente.
“2 ter. Il regolamento di esecuzione, in particolare, stabilisce i requisiti degli edifici in cui sono
ospitate le comunità minorili e del personale addetto, indica il contenuto minimo della loro carta dei
servizi, disciplina gli obblighi di trasparenza sulle relative attività.”
Art. 4
Integrazione dell’articolo 37 della legge provinciale 23 luglio 2010, n. 16 (legge provinciale
sulla tutela della salute 2010)
1. Dopo il comma 2 dell’articolo 37 della legge provinciale sulla tutela della salute
2010 è inserito il seguente:
“2 bis. Il regolamento di organizzazione prevede, in ogni caso, la costituzione di un’unità di
consulenza multidisciplinare, che esercita funzioni di supporto e di consulenza a favore dei soggetti – – 2
cui la legge provinciale attribuisce funzioni connesse all’affidamento dei minori.”

NOTA: il testo del ddl è reperibile anche sul sito internet della Provincia Autonoma di Trento e sulla pagina facebook Progetto Pilota per l’accoglienza dei minori nelle comunità minorili

Il presidente
Roberto Buffi
Centro Antiviolenza Bigenitoriale onlus

Infanzia negata. Proposta di riforma per le norme sull’allontanamento dei minori dalla famiglia

ROVERTO- «I bambini sono preziosi per tutti, non solo per la destra o la sinistra». E’ questa la frase che sceglie la Senatrice Cinque Stelle Elsa Blundo, Vice-Presidente della Commissione del Senato per l’Infanzia e l’Adolescenza, per inaugurare il convegno “Infanzia negata. Progetto Pilota per l’accoglienza dei minori nelle comunità minorili”, svoltosi sabato pomeriggio (27 settembre) presso la sala conferenze della Fondazione Caritro a Rovereto.

Accanto a lei, il grillino Filippo Degasperi e il leghista Maurizio Fugatti, promotori politici dell’iniziativa e un panel tecnico di tutto rispetto, composto da Roberto Buffi, Presidente della o.n.l.u.s. Centro Antiviolenza Bigenitoriale, Massimo Rosselli Del Turco, professore, autore ed esperto di dinamiche socio-familiari e dalle avvocatesse Evelina PasiniCatia Pichierri.

L’ambizioso obiettivo dell’iniziativa, trascurata dalla stampa maggiormente accreditata, è quello di affrontare il delicato e spinoso tema degli allontanamenti dei bambini dalla famiglia a cura dei servizi sociali, fondati su valutazioni spesso superficiali e incomplete o peggio ancora sul cosiddetto “business delle case famiglia sui minori”.

Tutti i relatori ritengono la normativa vigente ormai obsoleta e inadatta a fronteggiare i cambiamenti della nostra società e convergono sul fatto che in mancanza di regole certe, l’allontanamento, previsto solo come extrema ratio, si sia trasformato in una sorta di prassi. Per questo, basandosi sul volume di Rosselli Del Turco, hanno elaborato una serie di emendamenti volti a riequilibrare il sistema. La proposta di legge, presentata in Consiglio Provinciale dalla Lega e dal Movimento Cinque Stelle, vuole dare maggiore spazio all’ascolto del minore, creare Unità Operative Multidisciplinari e porre limiti stringenti alle valutazioni degli assistenti sociali, che devono essere accompagnate dalle relazioni di altri esperti, come neuropsicologi infantili, mediatori culturali e psichiatri.

Interessante e ben articolata la proposta di modifica dell’articolo 403 del codice civile in materia di Intervento della pubblica autorità in favore dei minori, illustrata dall’avvocato Picchierri, la quale ritiene controproducente trattare il minore come una monade, cioè un’entità completamente distinta dalla famiglia d’origine. Spesso infatti la situazione di malessere non è legata solo al bambino, ma all’intero nucleo familiare e l’unico modo per risolvere il problema in maniera duratura non è affidare il figlio allo Stato, ma far sì che lo Stato entri in casa e sostenga il papà e la mamma, aiutandoli a trovare lavoro e a inserirsi in programmi formativi e rieducativi.

Altro punto focale è quello di evitare allentamenti traumatici per il minore, con madri che urlano, poliziotti in divisa e vicini che scattano foto e di privilegiare l’affidamento ai parenti entro il quarto grado. Ciò eviterebbe un trauma al bambino ma, visto che i piccoli di oggi sono i grandi di domani, sicuramente apporterebbe consistenti benefici all’intera società.

Martina Dei Cas

LINK: http://ilfatto24ore.it/trentino-suedtirol/index.php/cronaca/456-infanzia-rubata-proposta-di-riforma-per-le-norme-sull-allontanamento-dei-minori-dalla-famiglia